26) Heidegger. La ragione  nemica del pensare.
L'esame del testo di Nietzsche sulla morte di Dio si conclude in
un atto di accusa verso la ragione, che  nichilista perch
continuamente uccide l'essere nell'ente. In altre parole la
ragione, che ha fatto la societ massificata del ventesimo secolo,
che ha fatto quella tecnica planetaria, che ha portato all'oblio
dell'Essere,  la nemica del pensiero, che invece  aperto
all'Essere e in ascolto.
M. Heidegger, Holzwege [Sentieri interrotti].
La metafisica  un'epoca [Epoche] della storia dell'essere stesso.
Ma nella sua essenza essa  nichilismo: L'essenza del nichilismo
fa parte della storia secondo cui l'essere stesso  [west]. Se il
nulla, come sempre, rinvia all'essere, la determinazione storico-
ontologica del nichilismo avrebbe maggiore probabilit di indicare
almeno la regione entro cui l'essenza del nichilismo si rende
riconoscibile e quindi pensabile come qualcosa di concernente la
nostra capacit rimemorativa. Noi siamo abituati a sentire nella
parola nichilismo prima di tutto una nota negativa. Ma se
teniamo presente l'essenza storico-ontologica del nichilismo, la
semplice audizione di questa nota ci pone gi in imbarazzo. Il
termine nichilismo significa che in ci che esso sta a designare
il nihil  presente come qualcosa di essenziale. Nichilismo
significa: di ogni cosa e per ogni riguardo,  nulla. Ogni cosa
significa l'ente nella sua totalit. Per ogni riguardo
presuppone che l'ente sia compreso in quanto ente. Nichilismo
significa allora che dell'ente in quanto tale nel suo insieme ne 
nulla. Ma l'ente  ci che  e come  in base all'essere. Poich
dunque ogni  [ist] risiede nell'essere ne viene che l'essenza
del nichilismo consiste nel fatto che dell'essere stesso ne 
nulla. L'essere stesso  l'essere nella sua verit, verit che
appartiene all'essere.
Se udiamo nel termine nichilismo l'altra nota, quella in cui
risuona l'essenza di ci che fu detto, udremo allora qualcosa di
diverso anche nelle affermazioni del pensiero metafisico che ha
scoperto qualcosa del nichilismo, senza tuttavia poterne pensare
l'essenza. Consapevoli di quest'altra nota, forse un giorno
considereremo l'epoca dell'incipiente compimento del nichilismo in
modo diverso da finora. Forse riconosceremo allora che n le
prospettive politiche, n le economiche, n le tecniche, n le
scientifiche, e neppure le metafisiche e le religiose, sono
adeguate al pensamento di ci che si storicizza in questo momento
storico. Ci che esso propone al pensiero perch lo pensi non  un
senso nascosto nel profondo delle cose, ma qualcosa di vicino: 
il pi vicino di tutto, ci che, appunto perch pi vicino, noi
trascuriamo costantemente. Con questa trascuranza noi compiamo,
sempre nuovamente e senza rendercene conto, l'uccisione
dell'essere dell'ente.
Per rendercene conto e imparare a rendercene conto, pu gi
bastare la meditazione di ci che l'uomo pazzo dice della morte di
Dio e del modo in cui lo dice. Forse allora non trascureremo
sconsideratamente il fatto che, all'inizio del passo preso in
esame, l'uomo pazzo grida a perdifiato: Cerco Dio! Cerco Dio!
Che significa che quest'uomo  pazzo? Esso  fuori del normale.
Esso  infatti fuori del piano dell'uomo di prima, fuori del piano
sul quale gli ideali del mondo sovrasensibile, divenuti irreali,
vengono spacciati per reali, mentre si realizza il loro opposto.
Quest'uomo  fuori del comune perch  al di l dell'uomo di
prima. Tuttavia esso non ha fatto altro che immedesimarsi
compiutamente dentro la predeterminata essenza dell'uomo di prima:
essere l' animal rationale. Perci quest'uomo fuori del comune non
ha niente a che fare con quel genere di fannulloni pubblici che lo
circondano e che non credono in Dio. Essi infatti non sono non-
credenti perch Dio, in quanto Dio,  per loro divenuto non
credibile, ma perch essi stessi hanno distrutto la possibilit di
credere, in quanto non sono pi in grado di cercare Dio. Non sono
pi in grado di cercare perch non pensano pi. I fannulloni
pubblici che attorniano l'uomo pazzo, hanno smesso di pensare,
sostituendo al pensiero la chiacchiera che fiuta nichilismo
ovunque ritiene che siano in pericolo le proprie opinioni. Questo
autoaccecamento crescente di fronte al nichilismo autentico cerca
cos di stornare la propria angoscia davanti al pensiero. Ma
questa angoscia non  che l'angoscia dinanzi all'angoscia.
L'uomo pazzo, invece, - come risulta chiaramente dalla prima parte
del passo, e, pi chiaramente ancora, per chi ha orecchie per
intendere, dall'ultima parte -  colui che cerca Dio invocandolo
ad alta voce. Un pensatore ha forse qui realmente invocato de
profundis? E hanno udito le orecchie del nostro pensiero? O
continuano ancora a non udire il grido? Il grido continuer a non
essere udito fin che non si incomincer a pensare. Ma il pensiero
incomincer solo quando ci si render conto che la ragione
glorificata da secoli  la pi accanita nemica del pensiero.
M. Heidegger, I sentieri interrotti, La Nuova Italia, Firenze,
1968, pagine 244-246.
